L’abete

L’abete

Uno dei simboli più apprezzati del Natale è l’abete. Nelle piazze delle maggiori città del mondo, piccole o grandi, si innalzano questi splendidi alberi illuminati da miriadi di luci e palline colorate.

Ma com’è che l’abete è diventato uno dei simboli delle festività?

Prima di tutto bisogna ricordare che è un albero sempreverde, nasce da un seme, prende forza dalla terra radicandosi, ha la tenacia di crescere elevandosi diritto e forte verso il cielo, i suoi rami non perdono mai le foglie, nemmeno nei mesi più rigidi degli inverni nordici, fruttifica generando semi e quindi altra vita. È inoltre considerato un albero cosmico, una sorta di “scala divina” per giungere alla luce, un ponte che collega Terra e Cielo.

Rappresenta pertanto un messaggio di forza, rinnovamento e immortalità.

Nel lontano passato questa conifera è stata apprezzata soprattutto dagli antichi Celti, che ne hanno colto la forza maestosa e vitale, la silenziosa e vigile presenza capace di vegliare sul bosco addormentato.

A. Cattabiani, nel suo Florario, riporta che questo popolo, così come altri popoli nordici, legava questo albero al solstizio d’inverno. Infatti alcuni giorni prima della festa d’inverno, i Celti si recavano nel bosco a prendere un abete, bianco o rosso, che successivamente portavano a casa e addobbavano con uova dipinte, frutti e dolci vari, tutti oggetti che rappresentavano i doni che la primavera futura avrebbe portato.

Nel periodo delle invasioni barbariche (III sec. d.C.), questa usanza entrò anche nei limes romani, portata dai popoli germanici, ma fu dimenticata quando questi si avvicinarono al cristianesimo.

Qualche sporadica apparizione dell’albero di Natale si ebbe nell’Alto Medioevo, segno che il sincretismo era già entrato in azione riprendendo questo rituale pagano e facendolo diventare cristiano, anche se originariamente veniva chiamato “albero del Paradiso”: esso veniva addobbato con mele (il peccato di Eva), e ostie (la redenzione del Cristo) che col passare del tempo furono sostituite da luci, frutti e dolci.

Sarà solo nel 1840, presso la corte francese, che l’abete diviene definitivamente il simbolo della luce divina di Gesù sceso sulla terra per la redenzione degli uomini, unendo così alla tradizione nordica quella cristiana, e si diffonderà nel mondo.

Anche noi oggi, quando nel periodo natalizio prendiamo un piccolo abete o semplicemente un suo ramo, e lo riempiamo di luci e palline colorate, stiamo invocando un’abbondanza non solo materiale. Perdendoci nella sua bellezza e nel suo profumo è facile percepire quella ricchezza interiore che ci sorregge e riscalda nel freddo della notte più lunga dell’anno, e ritrovare speranza, forza e rinnovamento.

Buon Natale da tutte noi.

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